Ragù di cinghiale

I cinghiali non sono vicini di casa qualsiasi.
Essere cinghiali è un'altra cosa. E' uno stile di vita.

Dai, lo sapete bene anche voi. I cinghiali non sono vicini di casa qualsiasi. Non sono i vecchietti iperattivi che in preda a un raptus di igiene passano l’aspirapolvere alle sette del mattino, o la coppietta con bambino urlante che qualche volta piange perché si è sbucciato un ginocchio. Essere cinghiali è un’altra cosa. E’ uno stile di vita. Tutto quello che fanno, dicono, pensano, è condizionato dalla loro natura di cinghiali.

I cinghiali arrivano quasi per caso, senza troppo clamore. L’appartamento di fianco è sfitto da mesi, i due quadrupedi apparentemente hanno un’aria tranquilla, sono una coppietta giovane, lavorano entrambi: il padrone di casa sceglie loro, gli ispirano fiducia. Tempo di firmare il contratto, e i cinghiali sono pronti per entrare nella loro nuova tana, tutta da arredare e da grufolare.

Si dia inizio alle danze. I cinghiali iniziano a trasportare il mobilio nella tana, grugnendo e spingendolo dentro con il muso. Osservandoli sul pianerottolo che armeggiano con comodini e cassettiere vi chiedete come sia possibile infilare così tanta roba in una casa di neanche 50mq. Ma i cinghiali sono animali ingegnosi, riescono a stipare tutto nella loro nuova casetta; un po’ come Eta Beta che nel suo gonnellino magico riesce a conservare televisori, armadi, frigoriferi, letti matrimoniali e mobili da buffet.

L’arredamento della tana dura una settimana. Il cinghiale assume il comando delle operazioni e si arrampica sulla scala: con le sue operose zampette martella, trapana, avvita, puntella; agita la codina e grugnisce contento mentre appende pensili inutili sulla parete del malcapitato vicino. La cinghialessa intanto si occupa della pulizia e del decoro della tana, riponendo stoviglie e scodelle nei mobili appena montati e grugnendo di felicità pure lei. Alla fine di ogni giornata di lavoro i cinghiali si concedono un fugace aperitivo nei locali della Milano da grugnire, quindi fanno ritorno nella loro tana, dove banchettano e grufolano allegramente fino a tarda notte.

Trascorsa una settimana, la tana è finalmente pronta. Manca però un elettrodomestico fondamentale: la televisione. Si, perché nella tana di ogni cinghiale che si rispetti possono mancare i letti, le persiane e il water, ma non si può vivere senza televisione.
La tv scandisce tutta la loro esistenza: la accendono alle 9.00 del mattino e la spengono alle 2.00 di notte.
Detto fatto: intorno alle 23.45 di un tranquillo giorno feriale i cinghiali trascinano dentro la tana un bel televisore nuovo, un Samsung con una graziosa musichetta all’accensione e allo spegnimento; come la campanella della ricreazione, segnala al malcapitato vicino i (rari) momenti in cui può riposare in silenzio.
I cinghiali sono onnivori, guardano qualunque tipo di programma. I reality show sono i loro preferiti, li fanno grugnire che è un piacere: il Grande Fratello e Tamarreide la fanno da padrone; non disdegnano comunque anche programmi di altro tipo, come Pomeriggio Cinque, Domenica In, Amici e X-Factor. Nei tempi morti guardano telegiornali, qualche film, e, se proprio non c’è altro, qualche televendita. Curiosamente, lo sport non fa parte del palinsesto dei cinghiali: guardano giusto qualche partita imperdibile tipo la finale degli Europei, grugnendo, saltando e trascinando le sedie per tutta la tana.

Passano i mesi, dopo essersi sistemati a modino i cinghiali sono pronti per invitare amici e parenti nella loro nuova tana.
Ci insegna Wikipedia:

I cinghiali sono animali sociali, che vivono in gruppi composti da una ventina di femmine adulte coi propri cuccioli, guidate dalla scrofa più anziana: in alcune zone con grande ricchezza di cibo, tuttavia, si trovano gruppi comprendenti anche più di 50 animali, spesso frutto della fusione di più gruppi.

I cinghiali di fianco in effetti sono sociali di bestia. Ogni pochi giorni ospitano nella loro tana altri amici cinghiali, e qualche cane.
L’arrivo dei commensali è preceduto da ore di inusuale silenzio radio: la tv è spenta, la quiete prima della tempesta.
I cinghiali preparano tutto con estrema cura, lui fa notare che sui mobili del salotto c’è troppa polvere e propone di pulire più spesso, lei si raccomanda di passare due volte lo straccio per pulire bene. Il cinghiale sospira, poi inforca lo straccio con le zanne ed esegue gli ordini ricevuti.
Arriva il grande momento: gli invitati entrano e si congratulano con la cinghialessa per la bellezza della loro tana; lei grugnisce di felicità e saltella contenta. Finiti i convenevoli, galoppano tutti davanti alla televisione: c’è Italia’s Got Talent stasera!
Il karaoke, si sa, stimola l’appetito. I cinghiali trascinano sedie e sgabelli attorno alla mangiatoia e si apprestano a banchettare: la cinghialessa ha preparato dei succulenti manicaretti, opportunamente lasciati a raffreddare sulle soglie della tana. Intorno alla mezzanotte l’intero condominio sa di frittura mista e melanzane alla parmigiana, ma i cinghiali se ne infischiano e gozzovigliano contenti, grugnendo e urlando come se fossero le cinque del pomeriggio. La bisboccia finirà intorno alle 3.00 del mattino.
Dai cinghiali si sta così bene che ad alcuni viene voglia di fermarsi più a lungo: la cinghialessa predispone un pagliericcio in un angolo della tana, e gli ospiti possono soggiornare anche più di dieci giorni, grufolando allegramente e intrattenendosi con la televisione dei padroni di casa.
E non mancano neppure le cinghialate last minute, gli ospiti che arrivano a mezzanotte della domenica e vanno via una ventina di minuti dopo, giusto per svegliare il malcapitato vicino che nel frattempo si era appena assopito.

I cinghiali tutto sommato non sono animali cattivi, hanno un musetto simpatico e le zampette e la codina fanno quasi tenerezza. Se gli bussi sul muro ti danno del rompicoglioni, però se poi gli lasci un biglietto o ci parli di persona, si scusano per il rumore. Di persona sono quasi intimoriti: forse quando ti guardano capiscono che sei quel matto che la sera batte con lo spazzolone sulla parete, e la mattina bestemmia quando viene svegliato dalle loro quattro sveglie in sequenza mixata, e pensano sia meglio non contrariarti. Fanno bene. Ad ogni modo, non sono cattivi, è che sono cinghiali, e il fatto che le pareti siano di cartone non aiuta di certo la pacifica convivenza condominiale.

Ma torniamo ai nostri simpatici amici ungulati. Sono arrivati i primi rigori dell’inverno milanese, e anche il caro vecchio centralizzato fa fatica. La cinghialessa ha freddo e starnutisce, il cinghiale cerca di confortarla scaldandola col muso e offrendole una bevanda calda. Ad un certo punto lei ha un’idea geniale: salta giù dal divano, e slittando con le zampette posteriori sul pavimento in gres porcellanato galoppa fino al mobiletto della tv. Grufolando dissotterra un CD con pezzi di alcuni tra gli artisti italiani più famosi del momento e lo mette su a tutto volume: i cinghiali cantano a squarciagola e ballano con la leggiadria che li contraddistingue, hanno trovato il modo di divertirsi e scaldarsi allo stesso tempo!
Sulle note di Gigi D’Alessio il cinghiale è scatenato e fa girare la cinghialessa come una porchetta allo spiedo, quando improvvisamente vengono interrotti da una suoneria polifonica di dubbio gusto: sono gli anziani cinghiali che telefonano dal bosco vicino per assicurarsi che i due quadrupedi non siano già stati abbattuti e trasformati in ragù. I danzatori abbassano la musica e si siedono diligentemente davanti all’apparecchio, attivando il vivavoce. La linea purtroppo è un po’ disturbata, e i cinghiali – tendenzialmente abituati a bisbigliare – sono costretti ad usare un tono di voce stranamente alto. La cinghialessa ride, grugnisce e si rotola per terra, spettegolando con i cinghiali dall’altro capo del filo e informandosi sulle ultime novità del bosco; il cinghiale, più pragmatico, si preoccupa di comunicare a tutto il condominio che la sera prima hanno mangiato spiedini di capesante in una rinomata mangiatoia milanese.
Il malcapitato vicino, ormai abituato a scene del genere, ne approfitta per un utile ripasso delle abitudini alimentari dei cinghiali.

Finite le danze e in mancanza di nuove puntate del reality da gustare, ai cinghiali non rimane che accoppiarsi.
No, tranquilli, non mettete a letto i bambini, non sto per raccontarvi imbarazzanti scene di sesso suino.
I preliminari dei cinghiali sono quanto di più casto (e condominialmente molesto) si possa immaginare: si rincorrono per casa, ridendo e sbattendosi a tavolo e sedie, che nel vortice della passione vengono trascinati facendo tremare almeno un paio di piani del palazzo.
Ma non si pensi ai cinghiali come degli animali di facili costumi dediti solo ai piaceri della carne: la cinghialessa è una seria, vuole sposarsi, infilare l’anello allo zoccolo sinistro e sfornare tanti bei cinghialetti; mentre cucina grugnisce la marcia nuziale, musicandola col mestolo, e mentre le pietanze sono in cottura grufola su Internet alla ricerca di abiti da sposa. Ah, l’amore al tempo dei cinghiali!
Nel weekend i cinghiali sono ai posti di combattimento già di buon mattino; dalla parete di cartapesta trapelano litigate furibonde tra la futura sposa e il cinghiale, che invece è decisamente poco propenso a convolare a nozze. Ma la cinghialessa – come le femmine di qualunque specie animale – ne sa una più del cinghiale, e alla fine riesce a spuntarla. I due si riappacificano davanti alla televisione, e dopo qualche tempo lo sposalizio viene celebrato in pompa magna; tra festeggiamenti e luna di miele i cinghiali stanno fuori tana per oltre un mese. Tutto viene rigorosamente filmato e documentato: il lungometraggio del matrimonio viene riproposto a tutto volume ad ospiti e condomini negli afosi pomeriggi di fine estate, e in replica alle due e mezza del mattino per chi se lo fosse perso.

Ridendo e scherzando sono passati tre anni. Il malcapitato vicino ha perso qualche capello, e i cinghiali qualche setola.
Loro sono ormai adulti, hanno bisogno di una tana più grande, forse c’è anche un cinghialetto in arrivo.
Arriva il padrone di casa, e i cinghiali gli comunicano di aver deciso di comprare una nuova tana.
Il malcapitato vicino sente tutto. Non perché voglia origliare le conversazioni dei cinghiali, ma perché dalle pareti di cartone si sente veramente tutto. Anche quando poggiano bicchieri o posate sul tavolo. Ha provato a farlo presente ai cinghiali, ma non gli hanno creduto. Così oltre al peggio della televisione italiana deve sorbirsi anche tutte le discussioni su tassi di mutuo, rogiti e preventivi di trasloco. Riesce addirittura a carpire il nuovo indirizzo dei cinghiali, e corre a digitarlo su Google Maps, se non altro per non correre il rischio di ritrovarseli di fianco in un futuro trasloco.
La nuova tana è in periferia, edilizia per cinghiali degli anni ’70, non molto bella a vedersi ma comoda con la metropolitana e con ampi spazi verdi per grufolare all’aperto. Il cinghiale ci tiene a far sapere agli altri condomini che nei lavori di ristrutturazione hanno tolto un po’ di spazio alla camera per fare il bagno più grande. “Beati voi!”, sussurra il malcapitato vicino sperando di non essere sentito.

Sentendo i grugniti di gioia dei cinghiali che mostrano le foto della nuova tana agli amici, il malcapitato vicino arriva financo a nutrire una certa invidia: gli ungulati di fianco tutto sommato sono una coppietta felice, passano la loro esistenza davanti alla tv, non hanno preoccupazioni, ridono, si divertono come matti e stanno pure per comprare casa!
Viene punto dal dubbio che magari quello che ha sbagliato qualcosa nella vita sia proprio lui.
Mentre riflette viene distratto da sordi grugniti e rumori di zoccoli: i cinghiali di fianco stanno mostrando la casa al futuro inquilino, che urla più di loro. Una rapida visita, qualche dettaglio contrattuale, e poi arrivederci e grazie.
Con l’aria di chi ha dimenticato di dire qualcosa di fondamentale, il cinghiale sporge il muso fuori dalla tana per spiegargli che l’ascensore funziona con la chiave e che possono usarlo solo quelli che l’hanno pagato.
“Ah grazie! Scendo a piedi, non ti preoccupare!” urla il nuovo cinghialone che nel frattempo ha già fatto due rampe di scale saltando i gradini a tre a tre ed è fragorosamente atterrato sul pianerottolo del secondo piano. L’ha sentito tutto il condominio.
I dubbi si diradano, lasciando spazio ad una terribile certezza: i cinghiali cederanno il posto solo ad altri cinghiali!

Nessun cinghiale è stato maltrattato durante la scrittura di questo post.
Però lo ammetto, in questi tre anni ho mangiato più e più volte pappardelle al ragù di cinghiale, e tutte le volte ho sorriso come un cretino.

Lascia un commento


Rimaniamo in contatto?

© 2019 - Pier Antonio Romano
ogni riproduzione è vietata

Impostazioni cookie - Privacy policy